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Le ultime tendenze meteo iniziano a delineare uno scenario che potrebbe segnare un cambio di passo significativo nella seconda metà di marzo. Dopo settimane in cui il freddo ha dominato la scena sull’Europa orientale e ha lambito a tratti anche l’Italia, i modelli numerici iniziano a intravedere la possibilità di risalite calde africane capaci di portare i primi tepori bollenti sulla nostra Penisola. Un’evoluzione che, se confermata, segnerebbe un deciso anticipo primaverile, con temperature superiori alla media stagionale e un assaggio di clima quasi estivo in alcune regioni.
Il Mediterraneo potrebbe tornare sotto l’influenza dell’anticiclone subtropicale, che con le sue propaggini africane sarebbe pronto a spingersi verso nord, interessando prima le regioni meridionali e successivamente anche il Centro-Nord. Questo tipo di configurazione è tipica delle stagioni di transizione, quando l’atmosfera diventa particolarmente dinamica e le correnti fredde residue vengono gradualmente sostituite da flussi caldi provenienti dal Nord Africa.
L’elemento da monitorare sarà la forza con cui queste risalite calde riusciranno a imporsi. Se l’anticiclone africano dovesse espandersi in maniera decisa, potremmo assistere a temperature nettamente sopra la media, con valori che in alcune zone potrebbero superare i 25 gradi, specie sulle regioni del Sud e sulle due isole maggiori. Al Nord, invece, il riscaldamento potrebbe essere più graduale, ma anche qui le massime potrebbero raggiungere livelli tipici di fine aprile o addirittura maggio.
Le prime risalite calde africane non sono un fenomeno raro a marzo, ma la loro intensità e durata dipenderanno da come si disporranno le figure bariche a livello europeo. Se il freddo in ritirata a est dovesse lasciare spazio all’espansione dell’anticiclone senza troppa resistenza, la tendenza al riscaldamento potrebbe essere ancora più marcata. In caso contrario, potrebbero verificarsi fasi alterne, con momenti di tepore interrotti da brevi incursioni di aria più fresca di origine atlantica.
L’altro fattore da considerare sarà l’eventuale presenza di sabbia in sospensione. Le prime ondate di calore primaverili provenienti dal Nord Africa spesso portano con sé anche polveri desertiche, che possono offuscare il cielo e creare scenari dal sapore estivo, con temperature elevate ma cieli lattiginosi. Se questa configurazione dovesse realizzarsi, oltre ai primi tepori bollenti, potremmo assistere anche a episodi di cielo giallognolo e precipitazioni sporche, fenomeni già visti negli ultimi anni durante le risalite africane più marcate.
Le prossime settimane saranno fondamentali per capire fino a che punto queste ondate di calore riusciranno a imporsi e se davvero il Mediterraneo vivrà un anticipo d’estate già nella seconda metà di marzo. Per ora la tendenza sembra orientata verso un graduale rialzo termico, con la possibilità di un clima decisamente mite rispetto alle medie del periodo. Se questa evoluzione dovesse trovare conferma, l’Italia potrebbe vivere un mese di marzo dalle due facce, con una prima parte ancora influenzata dagli ultimi scampoli invernali e una seconda caratterizzata da un netto cambio di passo con l’arrivo dei primi tepori bollenti.
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di Redazione | del 20-02-2025 ore 17:00 |
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di Redazione | del 20-02-2025 ore 10:00 |
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