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Marzo si veste da gennaio. Freddo e neve alla ribalta sull’Italia


di  Redazione, 24-02-2025 ore 10:00      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Un marzo invernale: gelo e neve come in pieno gennaio

Il mese di marzo è notoriamente imprevedibile, ma quest’anno sembra pronto a sorprendere con condizioni da pieno inverno. Le ultime tendenze meteo indicano un affondo gelido tardivo, con la possibilità che freddo e neve tornino protagonisti sull’Italia proprio quando la primavera meteorologica dovrebbe prendere il sopravvento.

Le cause di questo scenario sono legate a un vortice polare ancora molto attivo, con la possibilità che una colata d’aria fredda di origine artico-continentale possa investire la Penisola, portando un drastico calo delle temperature e nevicate fino a bassa quota.

Perché marzo sembra voler imitare gennaio?

Il comportamento dell’atmosfera è spesso dettato dalla dinamica del vortice polare, e quest’anno la sua instabilità sta generando scenari tipici di pieno inverno anche a marzo. Quando il vortice si frammenta o subisce rallentamenti, il gelo riesce a scivolare verso sud, colpendo aree che normalmente, in questo periodo, dovrebbero sperimentare temperature più miti.

Le principali dinamiche in atto includono:
    •    Una possibile retrogressione gelida dall’Europa orientale, con flussi freddi che potrebbero spingersi fino al Mediterraneo
    •    Un possibile blocco atlantico, che impedirebbe alle miti correnti occidentali di riscaldare l’Italia
    •    Sbalzi termici estremi, con periodi di freddo intenso seguiti da improvvisi aumenti termici

Se queste condizioni si confermassero, marzo potrebbe davvero somigliare più a gennaio che a un mese di transizione verso la primavera.

Dove e quando potrebbero verificarsi freddo e neve?

I modelli indicano la possibilità di ondate di freddo alternate a fasi più miti, con la neve che potrebbe colpire diverse regioni in momenti diversi.

Nord Italia: rischio neve fino in pianura

Se l’irruzione fredda dovesse prendere la giusta traiettoria, le regioni settentrionali potrebbero sperimentare nuove nevicate, specialmente nella prima metà di marzo.

Le città con maggiore probabilità di vedere i fiocchi includono:
    •    Torino e Milano, con possibilità di accumuli nelle aree più periferiche
    •    Bologna e Parma, dove il rischio neve potrebbe materializzarsi soprattutto nelle ore notturne
    •    Verona e Venezia, con possibili fiocchi misti a pioggia

Se l’aria fredda dovesse interagire con una perturbazione atlantica, la neve potrebbe tornare anche in pianura, proprio come accaduto in pieno inverno.

Centro Italia: freddo e neve su molte regioni

Le regioni centrali potrebbero essere coinvolte direttamente dalla massa d’aria gelida, con nevicate fino a quote collinari o addirittura più in basso in alcune aree.

Le zone più a rischio neve potrebbero essere:
    •    Toscana e Umbria, con accumuli già dai 300-400 metri
    •    Marche e Abruzzo, dove la neve potrebbe raggiungere le coste in caso di afflusso gelido più deciso
    •    Molise e Lazio, con possibilità di nevicate anche nei dintorni di Roma

Se lo scenario si confermasse, anche la Capitale potrebbe vedere qualche fiocco, soprattutto nei quartieri più alti.

Sud Italia: gelo e neve tardiva?

Se la colata fredda dovesse spingersi fino al Sud, anche le regioni meridionali potrebbero essere coinvolte, con la neve che potrebbe cadere fino a quote basse.

Le città più esposte al freddo e ai possibili fiocchi sarebbero:
    •    Bari, Brindisi e Lecce, con possibili nevicate fino alle zone interne
    •    Potenza e Campobasso, che potrebbero registrare accumuli significativi
    •    Napoli e Palermo, dove la neve potrebbe vedersi sui rilievi più alti

Se queste condizioni si verificassero, marzo potrebbe davvero regalare un colpo di scena con neve tardiva anche al Sud.

Temperature in crollo: quanto farà freddo?

Se il freddo di matrice artico-continentale dovesse effettivamente raggiungere l’Italia, le temperature potrebbero scendere ben al di sotto della media stagionale.

Le proiezioni attuali indicano:
    •    Nord Italia: minime fino a -5°C in pianura, con punte di -10°C sulle Alpi
    •    Centro Italia: valori prossimi allo zero nelle zone interne, con possibilità di gelate diffuse
    •    Sud Italia: temperature vicine allo zero anche sulle coste, con possibili gelate tardive

Questa situazione potrebbe avere un impatto significativo sulle coltivazioni, con il rischio di danni per le piante già in fase di fioritura.

Un marzo davvero gelido o solo un’illusione?

Anche se le proiezioni meteo attuali indicano un marcato ritorno del freddo, è ancora presto per definire con certezza l’intensità e la durata dell’eventuale ondata gelida. L’atmosfera è altamente dinamica, e piccoli cambiamenti nella circolazione potrebbero modificare il quadro previsionale.

Ciò che appare sempre più chiaro è che marzo potrebbe essere tutt’altro che primaverile, con fasi fredde e nevose che potrebbero rendere questo mese più simile a gennaio.

Conclusione: un marzo da ricordare?

Le possibilità che marzo si trasformi in un mese dal sapore invernale sono reali, ma ancora da confermare nei dettagli. La traiettoria dell’aria fredda e il suo possibile impatto sull’Italia dipenderanno dall’evoluzione del vortice polare e dalle dinamiche atmosferiche globali.

Se il freddo tardivo dovesse effettivamente materializzarsi, potremmo assistere a uno degli episodi invernali più sorprendenti degli ultimi anni, con nevicate fuori stagione e temperature ben sotto la media. Le prossime settimane saranno decisive per capire se marzo riuscirà davvero a vestirsi da gennaio.




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